Chi sono

La biografia più essenziale: ”Nata nel nordest vive da sempre a due passi da sé, qualche volta v’inciampa e ne scrive”. Compaio con miei testi in varie antologie (tra cui  Il Giardino dei Poeti  ed. Historica  e Fragmenta premio Ulteriora Mirari ed. Smasher), in blog e siti letterari come  Neobar (cui collaboro come redattrice), Filosofi Per Caso, Torno Giovedì, Le Vie Poetiche, Linea Carsica, Il Giardino Dei Poeti, Carte Sensibili, Words Social Forum, Via Delle Belle Donne, La Poesia e lo Spirito, La Dimora del Tempo Sospeso, Poetarum Silva. Ho partecipato ai poemetti collettivi “La Versione di Giuseppe. Poeti per don Tonino Bello” e “Un sandalo per Rut” (ed. Accademia di Terra d’Otranto, Neobar 2011). Menzione speciale per il testo  claustrofonia sezione “Una poesia inedita” premio Lorenzo Montano 2013 e per “di fuga Soluta” nel 2016.

Il mio primo libro edito: OLTREVERSO il latte sulla porta, ed. Zona 2012

di me hanno scritto: Augusto Benemeglio, Cristina Bove, Gianluca Conte, Giorgio Contis, Anna Maria Curci, Fernando Della Posta, Narda Fattori, Abele Longo, Mezzanotte, Elina Miticocchio, Sebastiano Patanè Ferro, Plinio Perilli …

presente in vari periodici on line e cartacei tra cui Carte nel Vento a cura di Ranieri Teti, Espresso Sud a cura di Augusto Benemeglio.

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Il rapporto con la Poesia:

Se vero è, come dice Narda Fattori che: “La poesia di Doris s’incunea nei meandri instabili degli eventi che la trafiggono e la incantano” o come dice Cristina Bove: “scrive di sé, perché non altro può essere la poesia, se non il proprio vissuto filtrato dalle emozioni”, esiste poi quella irrinunciabile componente seguente che in me si agita in forma quasi ossessiva, nella ricerca “che corre tra parole e suoni – affastellati -“. Se il dettato parte da un imput emotivo il passo successivo, immediato, è quello di filtrarne il contenuto dove ogni parola deve essere assolutamente quella non più sostituibile, quella più vicina a un senso che abbia valore per il mio ascolto e, il mio ascolto all’interno di un’orchestra di elementi va alla ricerca del suono unico e lancinante del solista che – deve – avere modo d’esprimere la sua concezione del preciso attimo. Spesso si tratta di primissimi piani, quasi al microscopio. Facevo ieri un esempio a un’amica, dicevo: amo osservare da vicino, vicinissimo, i particolari, quello che trovo poetico,  lo devo vedere a pochissima distanza, mi ci devo quasi fondere; facile che di un abito io ne inquadri il bottone o la cucitura. Gli interi, la visione globale, universale, per me non hanno interesse se prima non ho esaurito la fame di quel significato infinitesimale che in poesia diventa – preciso rumore –  ottenuto anche dalla scelta di una forma categorica che viene data al verso con la disposizone grafica: come disporre delle casse di risonanza. Questo è il perenne tormento che corre tra significati e suoni – affastellati – di amore concreto: quello per la parola in una ricerca senza fine. Diceva Lorca: “la poesia non cerca seguaci, cerca amanti” -… sottrarmi in questo “gioco” mi è assolutamente impossibile, il nostro è un tempestoso menage a trois, felice solo quando, oltre all’amante ne divento anche la complice.

Volto  Poetry Lab: Doris Emilia Bragagnini

…………………………..per Rain Stars intervista di S. Sambiase

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