Frantisek Drtikol

ho provato a mantenerti sogno, annientarti
dentro al ring di un modo d’essere, ammansendo il gesto
trattenerlo dentro, pensando cosìpiano da stordire l’intrusione

avrei chiuso il giunco dentro l’onda di salsedine
e tracciato nel profilo un trampolo di morte
incubo incapace a sospendere giudizio

se ciò che chiamo è furore cieco
che si addormenta attento, forse sciame, di brividi retrattili
sotto il bordo di un così vasto soliloquio, come una lisca
a consegnarmi ferma, stivo il dolore a rostro così scoscesa da salirti

e se spingo sull’orecchio, dove si annida il fiato
una colata a bassa distorsione non risparmia – accordi osceni –
corde d’ultimo piacere i nostri vincoli, il mio succhiare spago
che sfilaccia di sapore lungo l’argine che ci siamo dati

tu vieni e sverni, dentro le fessure della mia levigata inapparenza
un lampo d’improvviso, fame, a incupirti gli occhi
diagonali di controllo in briglie un po’ allentate, scioglimenti al ruolo
sotto ciglia di ragazzo, pronto a mietere respiri

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________________________________________________________img Frantisek Drtikol
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