così, a mano tesa
ti ho mostrato il palmo
– vuoto – di respiri d’ombra
non più anfratti di scogliera
o spuma
tra le pieghe di una gonna

un panno tiepido
in cui beccare il miglio
dopo sbattere di ali
senza pause in sospensione

nel richiudermi le dita
ti comprendo nel sigillo
non nel coglierti indifeso
poseresti le tue labbra
con furore
dentro artigli di calore

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